Author: Antonella

1^ Lezione sulla “Fratellanza”

Lo scorso 22 novembre si è svolta la 1^ Lezione sulla “Fratellanza” tenuta da don Angelo Imbriaco.

Perché si è persa la fratellanza?

Il primo motivo

della perdita della fratellanza è l'attaccamento ai beni materiali. Secondo un motivo rabbino il mondo venne diviso in due parti: a Caino venne dato ciò che non si muoveva (terra), ad Abele ciò che si muoveva (animali). Una pecora bruca in un terreno; Caino si infuria e ne chiede spiegazione ad Abele. Anche Abele chiede perché Caino si veste con pelli di animali; nasce la lite e Caino uccide Abele. Nel Vangelo sta scritto: “O state con Dio o con Mammona (il Dio denaro). Perché esistono le guerre, per amor di patria? No! Per interessi. San Francesco disse: “Io non voglio possedere nulla, perché se possiedo qualcosa la devo difendere o con la legge o con le armi”. L'unico modo per vivere da fratelli è di rinunciare a possedere i beni materiali. San Francesco si poteva permettere di fare tale affermazione perché era un uomo di Dio; la sua regola era quella di non possedere nulla.

Anche Papa Francesco dice che se abbiamo diritto a una casa o a uno stipendio, questi soldi di chi sono se non di tutti come afferma anche il Catechismo della Chiesa cattolica, quando parla di “destinazione universale dei beni”. La proprietà privata è un diritto, ma che comunque appartiene a tutti. I primi cristiani portavano ai piedi dell'altare tutti i loro averi, tutte le proprietà possedute, perché fossero motivo di condivisione con coloro che non possedevano nulla, affinché si stabilisse un principio di uguaglianza attraverso la distribuzione equa dei beni in modo da arrivare ad un punto di equilibrio tra la ricchezza e la povertà. Beni come l'acqua o il sole non sono beni privati, ma hanno una destinazione universale; eppure c'è il commercio dell'acqua o guerre per il controllo e l'approvvigionamento di un bene essenziale per la vita dell'uomo. La condivisione dei beni è l'unico modo per vivere in armonia. Si racconta un episodio che cambiò totalmente la vita dello scrittore Tolstoj; mentre un giorno camminava su un ponte vide che un suo compagno dava dei soldi a un mendicante, accorgendosi poi che mentre l'uno aveva dato un euro, cioè tutto quello che aveva, l'altro aveva dato 50, una parte, il superfluo di quello che possedeva in quel momento. Fu talmente colpito da quell'episodio dove una persona si era privato dell'essenziale per aiutare un povero che Tolstoj decise di abbandonare gli ultimi mesi prima di morire la propria famiglia per vivere in una zona deserta. Ciò dimostra il principio che quello che ho non è per me, ma per tutti.

Il secondo motivo.

Secondo i racconti rabbini Adamo ed Eva erano morti e Caino e Abele dovevano dividersi i beni. Abele disse che siccome era il primogenito gli spettava il doppio. Caino non fu d'accordo e per questo l'uccise. Per un metro di terra insorgono le inimicizie perché l'eredità non è stata divisa in modo giusto; oggi ci sono fratelli e sorelle che sono nemici e non si parlano per motivi ereditari.

Il terzo motivo.

Caino e Abele dovevano scegliere un luogo dove costruire un tempio. Caino disse che si doveva costruire nel suo territorio perché la sua presenza sarebbe stata una benedizione per la sua terra. Abele si oppose per avere la benedizione dalla sua parte e così Caino uccise Abele. La fratellanza si perde in nome di Dio; si uccide in nome di Allah o di Gesù Cristo. Le storture della religione hanno prodotto le guerre di religione in nome di un Dio che invece è il Padre di tutti.

Il quarto motivo.

La quarta causa di conflitto per cui si perdono i fratelli secondo il motivo rabbino è la donna. Oltre a Caino e Abele erano nate due gemelle, una bellissima presa in moglie da Abele e l'altra bruttissima presa in moglie da Caino. Per il fatto che Abele volle quella più bella Caino uccise Abele. La rovina delle famiglie sono le donne. La gelosia nasce per una donna e di conseguenza si uccide per gelosia di una donna.

Dopo aver ucciso Abele, Caino accusa Dio per il suo omicidio appena Dio gli chiede dov'era il fratello. Accusa Dio perché non aveva fermato la sua mano, scarica la colpa su Dio, come avviene tra i fratelli, quando è importante che ognuno faccia il “mea culpa” essendo responsabile per le proprie azioni.

Terz'Ordine carmelitano

“E. Stein” - Cardile (SA)

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Cardile…in fiore 5^ edizione

Lo scorso 24 settembre nella sala del presepe si è svolta la presentazione delle foto relative ai balconi, davanzali e angoli dei giardini scattate durante la scorsa primavera nel borgo di Cardile. Interessante è stato l'intervento del prof. Ferdinando Palombo sulla tematica dei fiori nella religione cristiana. Tanti sono stati gli spunti di riflessione tratti dal vangelo o da altri libri della Bibbia che avevano come sfondo il fiore, come le nozze di Cana oppure il cantico dei cantici, o anche riferimenti a passi della divina commedia oppure alla vita di San Francesco o di Santa Rita da Cascia. La serata si è conclusa con la proiezione degli scatti fotografici a oltre 300 cornici floreali che anche quest'anno, nonostante il tempo inclemente con freddo intenso d'inverno e un clima desertico d'estate, hanno reso più bello e accogliente il Nostro paese. Si ringraziano pertanto tutti coloro che hanno partecipato e un ringraziamento anche ad Angelo Rizzo per le foto e a Giovanni Longo per il montaggio del video. L'appuntamento è per la primavera 2018.abc

Concerto della Compagnia di Musica Popolare SOLELUNA

In occasione della bellissima festa della Madonna del Carmine, nei luoghi del Taranta Med, ha suonato il gruppo di musica popolare napoletano di Antonio Piccolo (Drums) e Lina del Gaudio (Singer), famosi per aver lavorato, tra l'altro, per Dolce & Gabbana...Hanno danzato la ballerina del gruppo Raffaella Vacca con Graziella Spiotta e le ragazzine del paese. Ha cantato eccezionalmente anche il principe Yury...abc

21 luglio 2017 – Bookforum a Cardile cappella della Madonna del Carmine. Alessandro D’Avenia “Cio’ che inferno non è” .

Don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia, insegnava ai giovani che il vero inferno per un quartiere si realizzava nel momento in cui finiva l'amore per il proprio territorio, perché cercava non di essere un prete antimafia, ma cercava di valorizzare la bellezza che c'era in ogni giovane perché era convinto che quando ognuno dava il proprio contributo per il quartiere tutto poteva migliorare diventavando un paradiso. Don Pino diceva di non aver paura di ciò che dice la mafia, ma del silenzio degli onesti.

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